Ercole Olivario: proclamati i vincitori

Perugia, 30 marzo 2019 – Sono stati proclamati a Perugia i vincitori della XXVII edizione dell’Ercole Olivario, il concorso nazionale dedicato alle eccellenze olearie territoriali italiane.

Su 96 oli finalisti sono state premiate 12 etichette nelle due distinte categorie previste da regolamento: Oli Extravergine di oliva e Oli Extravergine di oliva DOP e IGP, per le categorie fruttato leggero, fruttato medio e fruttato intenso. In testa l’Umbria con 4 premi assegnati, seguita da Trentino, Puglia e Sicilia con 2 premi. A seguire Abruzzo, Calabria, Sardegna, Toscana, Liguria e Lombardia con 1 premio ciascuna.

La cerimonia è stata anche l’occasione per assegnare i 5 premi speciali previsti per questa edizione: Menzione Speciale Olio Extravergine Biologico (al prodotto con il punteggio più alto tra gli oli biologici finalisti), Amphora Olearia (per la miglior confezione secondo regolamento), Premio “Giovane imprenditore” (al titolare rappresentante dell’impresa con età fino a 40 anni), Menzione “Olio Monocultivar” (novità 2019, dedicata all’olio monocultivar che ha ottenuto il punteggio più alto), Lekythos (alla personalità che si impegna nella diffusione della conoscenza dell’olio di qualità italiana in Italia e all’estero).

Premio Biol 2019: premio al miglior olio extravergine di oliva biologico

Aperte le iscrizioni online per il Premio Biol 2019, il premio riservato al miglior Olio Extravergine di Oliva Biologico, promosso da CIBI srl e dall’Associazione BIOLITALIA, assegnato sulla base del giudizio espresso da un panel internazionale di esperti.

Al premio potranno partecipare produttori individuali, cooperative oleicole e confezionatori di olio extravergine di oliva che utilizzano e praticano il metodo di agricoltura biologica, che dovranno inviare i campioni entro il 28 febbraio 2019.

Tutti gli oli che riceveranno dal panel un punteggio pari o superiore a 75/100, parteciperanno alla selezione finale, in cui saranno assaggiati nuovamente da una Giuria Internazionale costituita da almeno 20 esperti assaggiatori. Entro 48 ore verranno proclamati i 3 campioni con i punteggi più elevati e saranno assegnati i premi: Silver Medal (per punteggi tra 65 – 69,99/100), Gold Medal (per punteggi tra 70 – 74,99/100) e Extragold Medal (per punteggi pari o superiori a 75/100).

Sol d’Oro: successo dell’Olio Italiano

La XVII edizione di Sol d’Oro Emisfero Nord 2019, il concorso oleario internazionale più importante al mondo, organizzato a Verona, che ha l’obiettivo di valorizzazione i migliori oli extravergine del mondo e promuovere la qualità della produzione, ha confermato la grande capacità dei produttori italiani.

Delle 15 medaglie totali assegnate (Sol d’Oro, Sol d’Argento e Sol di Bronzo) alle cinque categorie di oli: extravergine fruttato intenso, fruttato medio, fruttato leggero, monovarietale e biologico, 11 sono andate all’Italia. In testa la Puglia con 4 medaglie, seguita dalla Campania con 2 e da Abruzzo, Sardegna, Sicilia, Toscana e Trentino con una medaglia ciascuno.

Le Gran Menzioni, assegnate agli oli con punteggio superiore o uguale a 70/90, sono state in totale 59, delle quali 41 italiane e 18 straniere.

Olio Lucano IGP: parere favorevole del Mipaaft

Il Mipaaft ha espresso parere favorevole sulla proposta di riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta per l’Olio lucano IGP e sulla proposta del disciplinare di produzione, pubblicandolo sulla Gazzetta Ufficiale n. 39 del 15 febbraio 2019.

La proposta è stata presentata dall’Associazione I.G.P. Olio lucano, ottenendo parere favorevole  dalla Regione Basilicata. I soggetti interessati avranno trenta giorni, dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, per presentare eventuali osservazioni. Passato tale termine, la proposta sarà notificata, per la registrazione, ai competenti organi comunitari.

Olio IGP di Roma, si procede verso il riconoscimento

Proseguono gli incontri al Ministero delle politiche agricole per la definizione del disciplinare tecnico di produzione per il riconoscimento dell’Igp Olio di Roma.

Durante l’ultimo incontro, presieduto dal dirigente del Mipaaft Luigi Polizzi, su proposta di Italia Olivicola, le parti hanno definito all’unanimità il periodo di raccolta, che va dal 15 settembre al 31 dicembre e le percentuali della varietà che concorrono alla definizione del prodotto: 80% varietà autoctone laziali e 20% altre varietà italiane.

Inoltre, è stato definito l’aumento del numero minimo di polifenoli a 200 e l’elenco delle cultivar è stato allargato anche alle varietà “maurino” e “pendolino”.

Le due questioni che devono essere ancora affrontate sono: il luogo di imbottigliamento e confezionamento e il grado di acidità. A riguardo, Italia Olivicola ha chiesto di fissare come luogo di imbottigliamento e confezionamento la zona di produzione, mentre per l’acidità la proposta è 0,4, con una tolleranza del 25%, che farebbe arrivare l’acidità ad un massimo di 0,5.

Nulla da fare per il disciplinare olio IGP Puglia

La commissione UE boccia il disciplinare di produzione Olio IGP Puglia presentato da Coldiretti.

Ecco il documento della Commissione con le osservazioni articolate punto per punto:

OSSERVAZIONI COMMISSIONE UE

È indicato che l’olio può avere un colore dal verde al giallo paglierino e presentare le seguenti caratteristiche: fruttato di oliva 2 — 8 / amaro 2 — 7 / piccante 2 — 7. Gli intervalli sono piuttosto ampi e non sembrano indicare un prodotto molto specifico. Si prega di comunicare per lettera quale sarebbe la quota della produzione totale di olio di oliva della zona interessata dalla denominazione.

La comanda di registrazione in oggetto sembra presentare un’incompatibilità con la normativa applicabile nell’ambito dell’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, in particolare con le caratteristiche applicabili all’olio di oliva (regolamento (CEE) n. 2568/91 della Commissione). Al punto 3.2 del documento unico si afferma infatti che “per i valori della acidità e numero di perossidi sono consentite tolleranze del 20%.” Poiché i valori limite indicati nell’allegato I tengono già conto dei margini di tolleranza, si prega di fornire precisazioni al riguardo

Poiché l’olio oggetto della domanda di registrazione presenta valori mediani elevati per gli attributi amaro e piccante, si ricorda che, conformemente all’allegato XII, punto 9.4, nota 1, del regolamento (CEE) n. 2568/91, quando la mediana dell’attributo amaro e/o piccante è superiore a 5.0, ciò deve essere indicato dal capo panel nel certificato di analisi.

Una delle caratteristiche dell’olio oggetto della domanda di registrazione è il suo elevato tenore di polifenoli. Si ricorda che occorre rispettare le disposizioni previste dal regolamento (UE) n. 432/2012 al fine di poter apporre sul prodotto un’indicazione sulla salute.

Al punto 3.4 si legge: “Tutte le fasi del processo di produzione: coltivazione, raccolta, oleificazione stoccaggio devono avvenire nella zona geografica delimitata.” Lo stoccaggio non è una fase della produzione e non deve essere quindi menzionato in tale punto.

Punto 3.5: La specifica riferita alla distanza massima di 125 km o al tempo di percorrenza massimo di 120 minuti rispetto al luogo di molitura per l’imbottigliamento e il confezionamento non sembra essere un argomento rilevante, dato che i rischi di deterioramento delle caratteristiche chimiche e organolettiche di un olio sfuso non sono maggiori di quelli di un olio confezionato e possono essere evitati con idonee condizioni di conservazione e di trasporto (temperatura, esposizione alla luce, uso di gas inerti). Di conseguenza, questa specifica potrebbe comportare una restrizione ingiustificata alle norme sulla concorrenza rispetto ad altri operatori situati al di là di tali limiti di distanza o di tempo. Si prega pertanto di sopprimerla o di indicare che l’olio sarà imbottigliato nel luogo di produzione o di giustificare nel prosieguo tale restrizione.

Si precisa che “L’uso dì nomi d’aziende, tenute, fattorie e loro localizzazione territoriale, nonché il riferimento al confezionamento nell’azienda olivicola o nell’associazione d’aziende olivicole situate nell’area di produzione è consentito solo se il prodotto è stato ottenuto in prevalenza con olive raccolte negli oliveti facenti parte dell’azienda medesima.” Il termine “essenzialmente” è vago. L’indicazione di una percentuale minima sembra necessaria per permettere il controllo del rispetto di questa disposizione.

Il documento unico fa riferimento all’indicazione obbligatoria dell’anno di raccolta. Si ricorda che è attualmente sottoposto alla procedura di adozione un atto delegato che fornirà un chiarimento circa il modo d’indicare l’anno di raccolta per l’olio d’oliva. In particolare, tale indicazione dovrà essere espressa sia sotto forma dell’anno di commercializzazione (definito all’articolo 6, lettera c), punto iii), del regolamento (UE) n. 1308/2013) in cui ha avuto luogo la raccolta, sia sotto forma del mese e dell’anno di raccolta, in tale ordine (il mese corrisponde al mese in cui l’olio è estratto dalle olive).

D’altro lato, numerose disposizioni giuridiche contenute nel suddetto punto sono superflue. Si invita quindi a lasciare esclusivamente le disposizioni specifiche della denominazione.

Punto 5:

(a) Occorre indicare all’inizio di questo punto se la domanda si basa su una qualità o su caratteristiche specifiche (precisare quali) o sulla reputazione.

(b) É indicato che “I polifenoli conferiscono l’amaro ed il piccante e determinano quel valore salutistico che rappresenta una caratteristica qualitativa tipizzante e distintiva dell’IGP “Olio di Puglia” rispetto allo standard qualitativo di prodotti della stessa tipologia ottenuti fuori dalla zona di produzione.” Sarebbe utile includere un confronto con i tenori polifenolici “normali”. Le indicazioni sulla salute devono essere fornite con prudenza e in linea con le disposizioni di legge (cfr. osservazione 1, lettera d)).

(c) Si fa menzione di “tecniche di coltivazione [che] contribuiscono a fissare ed esaltare tali tipicità”. Sarebbe utile illustrare più in dettaglio le suddette tecniche per giustificare il legame.

(d) Se la domanda è basata sulla reputazione, si prega di notare che le prove della reputazione fornite sono insufficienti e, se del caso, si chiede di integrarle.

(e) Sarebbe necessario rivedere il punto per concentrare la dimostrazione sulla qualità o sulle caratteristiche prescelte e per evitare ripetizioni e ridondanze.

Fonte: www.oliofficina.it

Veneto Valpolicella DOP: premio Flos Olei

Flos Olei, la prima guida internazionale dedicata alle aziende di produzione olearia di tutto il mondo e ai loro oli extravergine di oliva, ha premiato per la sesta volta l’olio Veneto Valpolicella DOP del Frantoio Bonamini, inserendolo nella top 20 dei migliori oli a livello mondiale della Guida Flos Olei 2019 come miglior Olio Extravergine di Oliva DOP/IGP – Fruttato leggero. L’assegnazione dei premi si basa su una selezione da parte di un pane di esperti, con criteri di assoluto rigore, fino alla costanza qualitativa dell’azienda

Presentato l’olio “Toscano IGP Cortona”

Lo scorso 26 gennaio, nella sala civica di Camucia, il Consorzio CortoNatura ha presentato l’olio extravergine di oliva “Toscano IGP Cortona”, un olio che è risultato non soltanto impeccabile a tutte le analisi chimico-fisiche, ma che raccoglie anche le più qualificanti peculiarità in termini di profumi e aromi.

L’Olio Toscano IGP Cortona ha infatti due certificazioni: una del Consorzio IGP, che ne garantisce la qualità e le caratteristiche chimiche ed organolettiche previste dal disciplinare e una del Consorzio CortoNatura, che ne garantisce la completa tracciabilità: produzione, molitura ed imbottigliamento dovranno essere realizzate all’interno del territorio cortonese.

Per il momento sono cinque le aziende agricole che hanno messo insieme parte delle loro produzioni per realizzare questo olio di qualità, con una bassissima percentuale di acidità ed un elevato livello di polifenoli

Premio Ercole Olivario: aperte le iscrizioni per l’edizione 2019

Dal 20 dicembre 2018 al 31 gennaio 2019 sono aperte le iscrizioni, da quest’anno anche online, per la XXVII edizione del Premio Ercole Olivario, Concorso Nazionale per la valorizzazione delle eccellenze olearie territoriali italiane, che si terrà nella provincia di Perugia dal 25 al 30 marzo 2019.

Il concorso, organizzato dall’Unione Italiana delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura e la Camera di Commercio di Perugia, è riservato all’olio extravergine d’oliva di qualità italiano e prevede la possibilità di partecipare a due distinte categorie: Oli a denominazione d’origine (DOP e IGP) e Oli extravergini di oliva.

I campioni di olio ammessi al concorso verranno sottoposti all’esame organolettico di una giuria costituita da 16 esperti degustatori, che ne selezionerà al massimo 100, provenienti da tutti i territori regionali. Verranno infine premiati gli oli che otterranno i primi due posti nelle due categorie menzionate per le tipologie: fruttato leggero, fruttato medio, fruttato intenso.

La cerimonia di premiazione sarà infine occasione per assegnare il “Premio Speciale Amphora Olearia”, all’olio finalista che recherà la migliore confezione, la Menzione Speciale “Olio Biologico”, al prodotto ottenuto con metodo biologico che otterrà il punteggio più alto tra gli oli biologici finalisti, il Premio “Giovane Imprenditore”, al rappresentante dell’impresa con età fino a 40 anni, il Premio Lekythos alla personalità straniera che si è distinta per conoscenza delle tecniche d’assaggio e, infine, la Menzione “Olio Monocultivar”, dedicata all’olio monocultivar che otterr3à il punteggio più alto. 

Il regolamento completo, la modalità di partecipazione e tutta la modulistica per l’iscrizione sono sul sito http://www.ercoleolivario.it/.

Olio DOP Garda: annata eccezionale

A differenza della maggior parte delle regioni italiane, dove l’ultima campagna olivicola è andata malissimo a causa di un generale crollo dei raccolti, in Lombardia, specie a Brescia, la situazione è opposta. In tutta la regione gli olivi hanno prodotto frutti sani e abbondanti, ottenendo dei risultati eccezionali.

La produzione è stata tale che il Consorzio olio DOP Garda, sollecitato dalle richieste dei produttori, ha chiesto al Mipaaft, in collaborazione con AIPO e AIPOL, una deroga temporanea all’articolo 5 del disciplinare Garda DOP, che stabilisce la produzione massima di olive per ettaro. In via eccezionale, per l’anno 2018, il Consorzio ha ottenuto il permesso per una produzione temporanea di 7500 kg di olive per ettaro, rispetto ai 6000 in vigore nel disciplinare.

Se nel 2017 sono state molite 3.359 tonnellate di olive, nel 2018 la cifra è quasi triplicata con 9.009 tonnellate, producendo 1.235 tonnellate di olio con una resa quasi del 14%.

La grande quantità di olive, però, come afferma il Presidente del Consorzio Laura Turri, non va a discapito della qualità poiché il clima ha permesso di raccogliere frutti al giusto punto di maturazione e in perfetta salute.